People | Intervista a Andrea Carlo Lonati

08/05/2017 13:33:27

People | Intervista a Andrea Carlo Lonati

Su Instagram si descrive come Doctor, Pastry Chef Manquè, Lego Lover e Crossfitter Wannabe. 

In realtà le creazioni di Andrea Carlo Lonati parlano per lui e descrivono un mondo fatto di precisione, sapore e gusto. 

Andrea Carlo è un medico di Milano che nel tempo libero si dedica alla sua più grande passione: la Pasticceria, quella con la P maiuscola. Ha scoperto l’amore per la cucina grazie alla madre e da quel momento non si è più fermato. I dolci sono la sua passione, e la loro realizzazione e la loro fotografia sono il modo di comunicare la sua creatività. In questo, Instagram, è lo strumento ideale per "portarla" all’esterno. Nelle foto, tra un ricetta "inventata" e altro, prova a ricreare nei minimi dettagli i dessert dei grandi pasticceri francesi e italiani. Ogni immagine è accompagnata da Christophe, il suo alter ego: un piccolo chef Lego che si è anche fatto tatuare sul braccio. Da tempo è contributor di Amica.it nella sezione Kitchen.

Con Pavoni ha condiviso prima di tutto l'utilizzo delle attrezzature professionali declinate anche per tutte le cucine degli appassionati (Progetto Crostate e Le Torte di Emmanuele in primis) e in un secondo momento i tanti eventi e congressi dedicati all'Arte Bianca e alla Gastronomia. Non ultimo ci ha accompagnati nello storytelling della VII Mostra del Dolce e del Gelato Siciliano a Palazzolo Acreide.

                                   

Andrea Carlo Lonati, medico + foodie + instagrammer. Sarai tra gli speaker della Milano Food Week all'evento gastronomico di Italian Gourmet. Come concili questi ruoli così diversi e i tanti impegni?

Tanti ruoli diversi e tanto lavoro da fare, è vero. Non è sempre così semplice far quadrare tutto, ma ho la fortuna di avere chi mi accompagna ogni giorno in queste “avventure”: devo infatti ringraziare chi, a casa, mi supporta e mi sopporta. Soprattutto nei momenti in cui, a pochi minuti dalla mezzanotte, siamo entrambi ancora attaccati al computer a mettere a punto le ultime slide per la presentazione del giorno dopo o a sistemare le foto di una ricetta, oppure in cucina a preparare una torta last minute da portare alla cena con amici.

Per quanto riguarda Italian Gourmet è una possibilità straordinaria! Sarò ospite di una tavola rotonda insieme ai mostri sacri dei social Chiara Maci, Sonia Peronaci, Anna Prandoni e Stefano e Riccardo di Gnam Box. Ne sono onorato e, sinceramente, anche un po' spaventato!

I tuoi dolci sono davvero curati alla perfezione e in ogni dettaglio, da dove nasce questa passione?

È una passione che mi porto dietro fin da piccolo, ricordo ancora la prima torta preparata insieme a mia mamma a 8-9 anni: la Torta (o crostata) del Paradiso, una ricetta del Carnacina, libro che impazzava nelle cucine casalinghe in quegli anni. Da quel giorno non ho mai smesso e ho iniziato a preparare torte e dessert sempre più difficili, spaziando dalla tradizione italiana, esplorando quella inglese e poi avvicinandomi a quella francese, la più vicina, oggi, alla mio gusto estetico e di sapore.

Quali sono i pastry chef a cui ami ispirarti e per cosa?

Tra i pasticceri francesi ho un debole per Michalak, Conticini, Hermé e CedricGrolet. Amo il loro spiccato senso estetico sempre pulito e la perfezione delle loro creazioni, in particolare di Cedric Grolet, che mi emoziona ogni volta. Tra i pasticceri italiani, invece, vado pazzo per Gianluca Fusto e per le sue realizzazioni perfette e dal sensazionale equilibrio di gusto e sapore.

Dal tuo profilo abbiamo notato che ami sperimentare sia a livello di gusto che a livello estetico. Qual è il dolce che ti ha dato più soddisfazione?

Amo le crostate, la loro forma perfetta e geometrica (come quelle di Gianluca Fusto), e il dolce che mi ha dato più soddisfazione è stato sicuramente la Crostata Fichi Neri, Rosmarino e Cioccolato Bianco. Un dessert nato per caso, un abbinamento semplice che si è rivelato essere bellissimo da vedere e buonissimo da mangiare.

                                    

C’è invece un dolce che ti ha messo in difficoltà? Ma immaginiamo tu l'abbia vinto!

La Torta Grenoble di Paco Torreblanca, che ho fatto qualche anno fa. Complicatissima soprattutto per la quantità (e complessità) di preparazioni di base nelle quali mi sono dovuto cimentare: noci caramellate, cremoso al caffè, croccante di riso, pralinato di nocciola, bisquit di noci e miele, caramello semiliquido, mousse al caramello e caffè. Infinita!

Recentemente ti abbiamo seguito in Africa, per una missione umanitaria… vuoi raccontarci qualcosa di questa esperienza? E nelle tue prossime creazioni porterai un pochino del continente nero?

È stata un’esperienza molto impegnativa, ,che mi ha portato lontano dagli affetti e dalle persone che mi legano alla mia città, in un ambiente non sempre facile e spesso ostile. Allo stesso tempo sono soddisfatto del lavoro (da medico) fatto per il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, che spero lasci qualcosa agli amici di Kalongo (Uganda) per i prossimi anni. Porto ancora nel cuore i momenti liberi in cui mi divertivo in cucina a preparare torte con Aniceto, il nostro cuoco, così contento di poter imparare a fare dolci con i pochi ingredienti a disposizione.

                      

E sì, ho già in mente qualcosa, utilizzando gli ingredienti tipici del paese in cui sono stato: su tutti la vaniglia delle Montagne della Luna, coltivata in Uganda sulle pendici del Ruwenzori.

Ultima domanda: Qual è il tuo comfort sweet? Perché?

Ho un debole per il gelato, quello buono e artigianale. Potrei mangiarlo in ogni momento della giornata, sentendomi in colpa ogni volta. Pistacchio, cioccolato e nocciola sono in miei gusti preferiti!

                                       

                                    

                                   

                                    

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