People | Intervista a Emmanuele Forcone

29/07/2017 10:00:24

People | Intervista a Emmanuele Forcone

Campione italiano di pasticceria nel 2010, Emmanuele Forcone è stato vicecampione alla Coupe du Monde de la Patisserie nel 2011. Executive Pastry Chef della pasticceria Pannamore di Vasto, è stato più volte in Australia per portare l'arte pasticcera italiana nel mondo e nel corso degli anni si è specializzato nel cioccolato e nello zucchero artistico. Nel 2015 ha conquistato il podio più alto della Coupe du Monde de la Patisserie a Lione e da allora collabora assiduamente con Pavoni Italia.

Oggi Pavonidea lo incontra per il blog Bake It.

Cosa ha significato per te vincere la Coupe du Monde di pasticceria?

La Coupe du Monde de la Patisserie era il mio sogno nel cassetto e vincerla è stato un grande premio personale, ma anche una grande soddisfazione per l'Italia che aspettava questo titolo da 18 anni.

 

La pasticceria migliore è Made in Italy?

La pasticceria ad altissimi livelli la si può trovare ovunque. Ogni nazione ha le sue eccellenze, ma non si può ignorare il fatto che la Francia abbia tantissimi professionisti e innovatori che hanno rivoluzionato il mondo della pasticceria.

 

Un consiglio per i talenti emergenti?

Il consiglio che posso dare ai talenti di domani è di dedicarsi allo studio e alla ricerca, di avere sane ambizioni verso il mondo dei concorsi. Bisogna essere curiosi e saper ascoltare chi ha più esperienza: è molto importante scegliere un mentore da seguire, a cui ispirarsi per creare un proprio stile personale.

 

Se ti dico “Le torte di Emmanuele” cosa mi rispondi?

La linea di stampi dall'effetto tridimensionale ideata con Pavoni è per me un nuovo concept di forme e stile nella pasticceria contemporanea. Nato dall'unione tra un professionista del dolce e un'azienda che sa ascoltare le esigenze del mercato e ha il coraggio e la forza di investire in progetti innovativi e vincenti.

Le torte di emmanuele

 

Qual è il dolce che ti fa tornare bambino? Lo prepari per i tuoi bambini?

Il dolce che mi fa tornare bambino e' lo zabaione o "uovo sbattuto", come lo chiama mia madre. Quando c'erano le uova freschissime nostra madre lo preparava sempre ed e' il primo ricordo di dolce della mia infanzia. Purtroppo non lo preparo mai ai miei figli, perchè oggi e' difficile trovare delle uova affidabili in commercio da consumare crude.

 

Il dolce della tradizione che non ti stanchi mai di preparare?

Il dolce della tradizione che amo più di tutti è il babà. Lo adoro in qualsiasi modo: classico, rivisitato e in tutte le sue altre versioni.

 

Lo zucchero artistico ti ha reso celebre, come hai iniziato ad amare questa lavorazione? 

Questa passione è nata grazie al Maestro Leonardo di Carlo. Avevo poco più di 17 anni quando vidi Leo all'opera in una dimostrazione: mi innamorai subito di quest'arte e da allora non l'ho più abbandonata.

 

Cosa non deve mai mancare su una tua scultura in zucchero?

In una mia scultura non devono mai mancare colori straordinari ed espressioni animate.

 

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